Pillole di SpiritualiTà
La mia vocazione è l’amore. Sì, ho trovato il mio posto nella Chiesa, e questo posto me lo hai dato tu, o mio Dio. Nel cuore della Chiesa, mia madre, io sarò l’amore. (Santa Teresa di Gesù Bambino)
di Rosaria Falasca
Francesco e Giacinta Marto: due fratelli di 9 e 7 anni. Due bambini come tanti del tempo, eppure così unici, destinati all’incontro con la “Bella Signora”, che ha cambiato per sempre la loro breve vita, rendendoli messaggeri di misericordia e di speranza, ancora oggi, per l’intera umanità.
Sono stati educati alla preghiera in famiglia, alla Messa della domenica, occupati con il pascolo del gregge. Erano vivaci, allegri, sempre pronti ad inventare nuovi giochi. Il loro gioco preferito? Gridare ad alta voce, dall’alto dei monti, per sentire l’effetto della eco. Tra i nomi che amavano dire ad alta voce, quello della Madonna era il più ripetuto.
Francesco era affettuoso, umile, paziente, riflessivo, di poche parole; amava starsene in silenzio o a suonare il flauto, unendosi al canto degli uccelli. La natura lo incantava. Conosceva alberi e fiori, uccelli e tutti gli altri animali. Il suo carattere riservato lo faceva spesso preferire di pregare da solo in Chiesa vicino a “Gesù nascosto”.
Giacinta era allegra. Amava gli agnellini e si dilettava a ballare al suono del flauto del fratello Francesco. Delicata e gioviale, permalosa, ma anche capricciosa, che non si rassegnava tanto facilmente a perdere nel gioco. Piangeva quando la mamma le raccontava gli eventi della Passione e Morte di Gesù.
Così diversi, eppure così simili nell’unione nella preghiera e nella devozione al Cielo.
Erano uniti nel voler offrire a Dio tutte le sofferenze, in riparazione dei peccati dai quali Egli è offeso e per domandare la conversione dei peccatori, confidando nella Grazia di Dio, quale unico conforto. Uniti nel recitare il Rosario tutti i giorni, per ottenere la pace nel mondo e la fine della guerra.
Sono stati capaci di accettare e di accogliere il progetto di Dio, che è stato loro rivelato dall’amore premuroso della Mamma Celeste.
Cuori innocenti, capaci di testimoniare la presenza dell’amore di Dio, per farci guardare al futuro con speranza, nonostante le prove grandi e difficili della vita, nella fiducia che non sarà mai il male ad avere l’ultima parola.
Con la loro semplicità e tenacia, hanno “raccontato” al mondo la sollecitudine materna della Vergine per le sorti dell’umanità, minacciata da diverse angosce e flagelli, in ogni tempo e di ogni tempo.
La Madonna, infatti, attraverso questi due fratelli “piccoli” ma capaci di grandiosità - i primi bambini ad essere proclamati Santi - ci ha assicurato: “Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà”. E le promesse si sa che le mamme le mantengono sempre, soprattutto quando si tratta dei propri figli!
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Famiglia del Cuore Immacolato di Maria
La mia vocazione è l’amore. Sì, ho trovato il mio posto nella Chiesa, e questo posto me lo hai dato tu, o mio Dio. Nel cuore della Chiesa, mia madre, io sarò l’amore. (Santa Teresa di Gesù Bambino)