di Vincenzo Saddò
Ogni anno, nella notte del 10 agosto, milioni di persone alzano lo sguardo al cielo nella speranza di scorgere una stella cadente. È la notte di San Lorenzo, e con essa ritorna un’antica tradizione: chi vede una stella che solca il buio può esprimere un desiderio. Quella luce fugace, che appare e scompare in un istante, sembra portare con sé la promessa di qualcosa di grande, di un sogno che finalmente si avvera.
Eppure, tra tutti i desideri che possiamo formulare in quella notte – successo, amore, salute, serenità – ve n’è uno che supera ogni altro e che merita di essere il primo: il desiderio della santità. Non una santità lontana e irraggiungibile, fatta di aureole e di imprese straordinarie, ma quella che nasce dal quotidiano, dal coraggio di vivere fino in fondo la propria vocazione, di amare senza riserve, di restare fedeli anche quando il prezzo è alto. Le stelle cadenti, in fondo, ci ricordano che la vita è breve e che vale la pena orientarla verso ciò che non passa.
San Lorenzo, diacono della Chiesa di Roma nel III° secolo, ci offre proprio questo esempio. Quando l’imperatore Valeriano scatenò la persecuzione e il papa Sisto II fu catturato e martirizzato, Lorenzo non fuggì. Come custode dei beni della Chiesa, ricevette l’ordine di consegnarli alle autorità. Invece radunò i poveri, i malati, gli orfani e disse: «Ecco i veri tesori della Chiesa». Poco dopo fu arrestato e condannato a morte. Secondo la tradizione, fu bruciato vivo su una graticola. E proprio in quel momento di sofferenza estrema mostrò una forza interiore straordinaria: con umorismo e serenità avrebbe detto ai suoi carnefici di voltarlo dall’altra parte, perché da quella era già cotto.
Nelle virtù di Lorenzo risplendono soprattutto tre luci: la carità generosa, che preferisce i poveri a ogni ricchezza materiale; la fedeltà coraggiosa, che non abbandona la Chiesa e il Vangelo nemmeno di fronte alla morte; e una gioia interiore così profonda da trasformare anche il martirio in testimonianza luminosa. La sua vita ci dice che la santità non è l’assenza di paura, ma la capacità di rimanere saldi nell’amore di Dio quando tutto sembra crollare.
A Roma sorge la Basilica di San Lorenzo fuori le Mura, eretta sul luogo della sua sepoltura. È una delle sette chiese pellegrine della Città Eterna, un luogo antico e solenne dove ancora oggi i fedeli possono soffermarsi in preghiera davanti alla memoria del diacono martire. Le sue pietre, i suoi mosaici, la quiete che la avvolge ricordano che il desiderio di santità non resta un sogno astratto: può diventare realtà, come è stato per Lorenzo, e può illuminare ancora, a distanza di secoli, la notte del mondo.
Così, quando la prossima notte di San Lorenzo alzeremo gli occhi al cielo, forse potremo formulare un desiderio diverso: non soltanto quello di vedere realizzati i nostri sogni, ma quello di diventare, a nostra volta, piccole stelle capaci di indicare la via a chi cammina nel buio.