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Taglio e cucito, che passione!

Taglio e cucito, che passione!

di Sr. Caterina Gatti icms

Taglio e cucito sono dei perfetti sconosciuti per te? Vieni all'Opera FCIM di Roma, che te li presentiamo! Non sai come far entrare un cammello nella cruna di un ago (cfr. Lc 18,25)? Quello non sappiamo farlo nemmeno noi, a dire il vero, ma ti aiutiamo ad infilare il filo nell’ago! Dai, cosa aspetti?!

Al  laboratorio creativo (che fa parte del progetto sociale) puoi “imparare l’arte e metterla da parte”, e da qualche giorno finalmente  ha preso il via anche il laboratorio di cucito. Venerdì 23 febbraio sono entrata all’improvviso nella Sala San Michele dove si svolge il tutto e... quale sorpresa nel vedere donne, ragazze e bambine sorridenti nel fare ciò che ormai sembra qualcosa di sorpassato, ma sì dai, diciamolo, una cosa “da vecchiette”, roba da nonnine. E invece no!

Grandi e piccole “sarte” all’Opera

Ogni venerdì pomeriggio giovani e volonterose mamme e intraprendenti bambine e ragazze si cimentano con gli attrezzi del mestiere, sotto la sapiente guida di Madre Maria Pia e di Francesca, che di stoffe, tessuti, ricami e imbastiture se ne intendono parecchio. Avete un maglione bucato? Invece di buttarlo o di arrabattare un rammendo che sembra un ragno in attesa di una preda da mangiare, provate ad imparare a ricostruire la trama della stoffa... eh, mica cose da poco! Ci vuole talento, passione e tanta pazienza! E, non ultimo, una buona vista! Per cui se siete sopra i 45, mi raccomando, munitevi di occhiali per la presbiopia, sennò non potrete concludere molto (ad essere sincera, però, le donne che ho visto erano tutte ben più giovani, a testimonianza che non è roba da vecchiette!).

Quale stupore quando davanti a Madre Maria Pia si sono presentate fin dal primo incontro (16 febbraio) anche le bambine dicendo: “Io ho portato la mia macchina da cucire!”. E lei, ignara di ciò che l’avrebbe aspettata, ha pensato: “Ah, beh, sì, sarà quella giocattolo... si inizia con quella”. No no, ma quale giocattolo?! Queste bimbette piene di voglia di imparare hanno portato la macchina da cucire vera! E qualcuna di loro l’ha pure chiesta come regalo ai genitori! Roba d’altri tempi, verrebbe da dire. In questa società del tutto e subito, dove la gente è sempre di corsa, perennemente incollata ai social, trovare donne, bambine e anche ragazze che per 2 ore lasciano tutto chiudendosi in un salone in mezzo a metri da sarta, pezzi di tessuto, fili da cucito, spillini e quant’altro è qualcosa di magnifico. Cose da non credere, quasi, eppure sono vere!

Approfittando del fatto che l’Opera FCIM di Roma sta per mettere in scena un musical sulla storia delle apparizioni di Fatima, le grandi e piccole partecipanti a questa attività daranno una mano alla nostra sarta “ufficiale” Rosella, che è stata incaricata di confezionare tutti i costumi per questo spettacolo teatrale (a proposito... non potete mancare!). Avranno così la gioia di poter vedere i frutti del loro lavoro manuale direttamente indossati dagli attori che interpreteranno “personaggi” di un certo calibro: Suor Lucia di Fatima, i santi Francesco e Giacinta, la Madonna...

Di generazione in generazione…

In quella sala si chiacchiera, si ride, si impara, ci si conosce. C’è anche il tempo per un buon the o tisana, un succo di frutta, una pausa merenda e ristoro, che aiuta a far festa e socializzare. Ma, cosa molto importante, si sta insieme grandi e piccole. Insieme, nella stessa stanza, una a fianco all’altra: la donna adulta seduta vicino alla bimba che non è nemmeno sua figlia; la ragazza accanto a colei che potrebbe essere sua nonna. La cura di una mamma verso la piccoletta che non riesce ad infilare il filo nell’ago, il “grazie” della bambina per quella donna che l’ha aiutata, e il sorriso di ognuna – donna, ragazza e bimba – per la suora che è la madre di tutti e che è lì per farsi vicina (a 360 gradi) a tutte le partecipanti al laboratorio. Vi assicuro che quando ho visto questo “spettacolo” ho provato una grande gioia nel cuore, anzitutto perché ho colto la bellezza di un’attività che è utile perché dà modo alle donne di oggi e di domani di imparare qualcosa che le aiuterà a spendersi per qualcuno. E se è vero che il proprium della donna – che la caratterizza e realizza – è la donazione di sé, il prendersi cura, il fare qualcosa di concreto per gli altri, capiamo bene che tutto questo che si vive nel laboratorio di cucito serve non solo per imparare qualcosa, ma anche per diventare sempre più donne, portando a perfezione la propria femminilità. E ho sperimentato vera gioia, lo dico in tutta sincerità, anche nel vedere volti e occhi sorridenti, che al giorno d’oggi ce n’è tanto bisogno.

Volete provare a respirare una salutare “aria d’altri tempi”? Affacciatevi da noi, all’Opera di Villa Troili, ogni venerdì pomeriggio: venite e vedrete!

 

 

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