Pillole di SpiritualiTà
La mia vocazione è l’amore. Sì, ho trovato il mio posto nella Chiesa, e questo posto me lo hai dato tu, o mio Dio. Nel cuore della Chiesa, mia madre, io sarò l’amore. (Santa Teresa di Gesù Bambino)
Tempo di digiuno, preghiera e carità; cammino di conversione e di rinnovamento spirituale
di Patrizia Capone
In quanto creature e figli di Dio, siamo coinvolti in un progetto di amore che vede la sua massima realizzazione in Gesù, che si offre sulla Croce e nella sua Risurrezione.
Come possiamo noi creature partecipare a questo progetto d’amore?
Vivendo quotidianamente la nostra vita, illuminati e guidati dallo Spirito Santo, nella fede, nella speranza e nella carità e “rimanendo” in Colui che ha promesso: “Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla” (Gv 15,1-8).
Ed è proprio durante la Quaresima che abbiamo l’opportunità di “rimanere” in Colui che, dopo averci creato per Amore, sempre per Amore ci ha offerto la sua vita per la nostra redenzione e ci ha donato la speranza della beatitudine della vita eterna, attraverso la sua Risurrezione.
Ma che cos’è la Quaresima? È un cammino di conversione e di preparazione di quaranta giorni alla Pasqua, che ricorda i giorni di digiuno trascorsi da Gesù nel deserto prima di iniziare la sua missione pubblica e che ha inizio il Mercoledì delle Ceneri, quando ci viene ricordato che siamo “polvere” e che siamo stati creati per l’eternità.
Quaresima è anche un tempo di digiuno, di astinenza, di preghiera e di carità.
Il valore immenso della Quaresima risiede, dunque, nel valore immenso della “rinuncia”, intesa come “tempo della moltiplicazione”, perché abbiamo l’occasione di moltiplicare il tempo da donare a Dio, attraverso la preghiera, l’ascolto della Parola, la lettura dei testi sacri e la meditazione, sottraendo tempo a tutte quelle “priorità materiali” che spesso ci rendono schiavi, senza che ce ne accorgiamo.
La “rinuncia”, pertanto, non riguarda esclusivamente la sfera della nostra alimentazione: rinuncia alla quale, forse, già siamo abituati, nel desiderio di perseguire il “miraggio” di bellezza che il consumismo e l’edonismo ci impongono. Digiuno e astinenza coinvolgono anche altre forme di privazione, come, ad esempio, ridurre il tempo trascorso sui social e, conseguentemente, nell’utilizzo di tutti gli ausili tecnologici dai quali fin troppo dipendiamo.
Ricordando le parole di Papa Francesco “La Quaresima… è il tempo di staccarci dal cellulare e connetterci al Vangelo” (Udienza generale del 26 febbraio 2020).
Allora viviamo la Quaresima riappropriandoci del nostro tempo e moltiplichiamo il tempo da donare anche al nostro prossimo, per essere più presenti con le nostre famiglie, più attenti alle “necessità” degli altri. Moltiplichiamo le manifestazioni d’amore, le parole gentili, la nostra capacità di ascolto, i gesti di carità ispirati dall’Amore misericordioso di Dio e dal “comandamento dell’Amore” che Gesù ci ha lasciato in eredità: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati” (Gv 15,9-17).
Soltanto attraverso questa moltiplicazione di preghiera e di carità potremmo arrivare al Triduo pasquale liberi da ogni distrazione, ogni “rumore”, con il cuore e lo sguardo rivolti a Gesù e poter vivere pienamente il “Dono” della sua Passione, Morte e Risurrezione.
Che sia un santo cammino per tutti.
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