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La FCIM e la sua “potenza di fuoco”

La FCIM e la sua “potenza di fuoco”

di P. Davide Gilioli icms

2659. Esatto, duemilaseicentocinquantanove.

Non è un numero buttato lì a caso, ma è un numero che ha un valore importante, oggi, per tutta la FCIM.

Indica una presenza, anzi, è la presenza di tutte quelle anime che sono entrate sotto la “Tenda” del nostro Movimento. È l’insieme dei cuori che hanno consacrato la loro vita alla Vergine Maria nella FCIM.

E non finisce qui, perché a questo numero vanno aggiunti i padri, tutte le suore, i nostri seminaristi, un centinaio di persone che stanno per completare il percorso di Affidamento e quella quantità non definita di giovani, famiglie, lavoratori e nonni che nelle nostre Opere si sentono letteralmente a casa.

C’è poco da dire. Se non che siamo un esercito. O, forse, anche qualcosa in più.

Anzi, sicuramente qualcosa in più, perché ogni persona si porta dietro una folta milizia di preghiere, scelte e sacrifici, ogni persona è una potenza di bene, un esercito a sé stante. Pronto a dare battaglia, chiamato a scendere quotidianamente sul campo della vita per riportare vittoria.

 Schierati sullo stesso fronte

Ringrazio il Signore per le esperienza fatte in questi anni insieme a tanti giovani della FCIM, per i tanti laici conosciuti girando per l’Italia nelle diverse Sedi e per i momenti vissuti nelle nostre Opere. Lo ringrazio perché in queste occasione mi ha rivelato, mostrato e testimoniato come siano davvero tante le anime pronte a combattere per il trionfo del Cuore Immacolato. Anime che, anche se fisicamente distanti, sono così spiritualmente vicine e unite. Anime legate dal ritrovarsi l’una accanto all’altra sul fronte della stessa battaglia; anime compatte, non solo perché di fronte allo stesso nemico, ma soprattutto perché indirizzate verso la stessa conquista: perché il progetto di Dio sul Movimento possa trionfare nel mondo e nella Chiesa, perché il Cuore Immacolato possa prevaricare i confini dell’egoismo diffondendo le sue delizie ad ogni uomo.

Stiamo combattendo in tanti, e proprio perché in molti luoghi va in scena la stessa battaglia è ora -sempre di più- di allearci per combattere insieme.

È tempo di unire gli eserciti, di moltiplicare quella potenza di bene che ogni anima della FCIM porta con sé.

Unire gli eserciti, ciò dare il primato della mia offerta e del mio sacrificio, le primizie del mio vivere il Regolamento, a tutti quei cuori che stanno realizzando la mia stessa chiamata, che Dio ha voluto insieme a me nel Movimento.

Unire gli eserciti, mettendo a disposizione, a servizio e a offerta della FCIM le mie preghiere e i miei sacrifici. Quante intenzioni animano la mia vita di grazia, spronano il mio cammino spirituale; ma, fra queste spazio, uno spazio privilegiato devono trovare quei Padri che mi hanno illuminato il cammino, quelle Suore che stanno sostenendo i miei passi, quei seminaristi che alimentano la mia speranza, quelle famiglie che stanno abbracciando con fede e slancio questo Carisma.

Come la Vergine Maria

Non vi è madre che dia alla luce un figlio senza travaglio, la mia nascita nella FCIM è avvenuta perché c’è stato chi ha generato in me una risposta di grazia a quanto Dio mi stava mostrando. C’è stato chi, con il suo esempio, la sua preghiera o la sua offerta, ha strappato in me il desiderio di far parte di questa storia.

Quante volte nelle testimonianze sentite ai convegni, per esempio, emerge in maniera forte come dietro alle grazie che abbiamo ricevuto personalmente nel Movimento, dietro a quel cammino che si sta facendo in esso, ci siano le sofferenze del fondatore, i calli nella ginocchia di un religioso o l’offerta di una suora, la preghiera di un amico. La FCIM vive quando c’è un’anima che fa come Maria, quando Dio le si manifesta le dice “Si”, offre a Dio se stessa e si rende pronta a generare il Signore, a farlo nascere nei cuori affidatole.

Unire gli eserciti della nostra battaglia per e nella FCIM, vuol dire che le prime anime da prendere a cuore, le prime persone da portare nel mio rapporto con Lui sono proprio quelle anime chiamate a realizzare la mia stessa vocazione.

Questa genera una potenza di fuoco impressionante, capace di abbattere qualsiasi nemico, di operare vere e proprie stragi di bene.

 

Un capolavoro

Racconto spesso un episodio della storia di Bartolomé Esteban Murillo, uno fra i più rappresentativi pittori spagnoli dei seicento. Un artista di fede, possiamo quasi definirlo come un pittore per vocazione, per una missione sbocciata in tenerissima età.

Da piccolo, infatti, amava fare il chierichetto. Un giorno, andò ad accompagnare il sacerdote che portava la comunione ad un vecchio artista, un pittore stimato ma ora malato da tempo e bloccato nel letto. In quel tempo la comunione ai malati si portava in maniera molto solenne: ministranti con turibolo e candele accompagnavano il sacerdote che portava con sé il Santissimo Sacramento. Il vecchio ricevette con devozione la comunione e poi parlarono un po’ insieme con lui. Intanto le braci del turibolo si spensero. Ad un certo punto, l’anziano artista prese un carboncino dal turibolo e sulla parete accanto al letto fece un volto con quel carbone, un volto di Cristo. Bellissimo. Il nostro chierichetto, il piccolo Murillo, restò profondamente colpito dalla bellezza di quel viso e chiese al vecchio: “Ma come avete fatto a fare un volto di Gesù così bello?” e il vecchio rispose: “Nessuno può fare il volto di Cristo se non chi ha Cristo nel cuore”. La nostra comunione porta con sé la chiamata a dipingere Cristo nell’anima dell’altro, ma solo se prima lo ho nel mio cuore posso arrivare a farlo. Accogliere Dio fino in fondo è il regalo più grande che posso fare a tutto il Movimento, la mia vita di grazia è un dono per esso.

Si inizia da me

La comunione nella FCIM e la missione del Movimento partono da me, dal mio impegno di generare Gesù in noi, dove quel noi è colui che sta compiendo il mio stesso percorso, colui che il Signore ha messo nella stessa barca, o come siamo soliti dire, sotto la stessa Tenda.

Generare il Signore tramite la mia vita offerta per ogni anima della FCIM. Un offerta silenziosa e nascosta, un lavoro dietro le quinte indispensabile per la riuscita dello spettacolo, un gran daffare silenzioso e non appariscente, da cui scaturirà la standing ovation alla calata del sipario.

L’arma segreta che deciderà la battaglia più importante.

 

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