Pillole di SpiritualiTà
O Immacolata! “Madre, che ci conosci, rimani con i tuoi figli”. (San Giovanni Paolo II)
Perché è importante pregare per le anime del Purgatorio
di Sr. Camilla Pusterla icms
"La morte è vita, non è la fine di tutto”. In queste parole di San Bernardo di Chiaravalle è racchiusa una grande verità: Dio ci ha creati per la vita eterna, donandoci un’anima immortale. Questo significa che la morte terrena è solamente un transito da una condizione passeggera ad una eterna, dal caduco al perenne, dal temporaneo all’inestinguibile. Secondo la Chiesa Cattolica, dopo la morte vi sono due possibili realtà eterne: il Paradiso e l’Inferno. Il Paradiso è l’eterna vita con Cristo, vita eternamente beata poiché vissuta nella piena comunione con Dio, che è tutto Amore. Al contrario, l’Inferno è eterna solitudine, in cui l’anima si trova per aver scelto liberamente di vivere lontano da Dio, rifiutando il Suo Amore. Tuttavia, dopo la morte, esiste anche una condizione temporanea: il Purgatorio.
Questa realtà è segno dell’Amore Misericordioso di Dio per l’uomo, perché è una purificazione per chi, morto in grazia di Dio, ha bisogno di essere perfezionato per entrare in Paradiso. Dio ci ha creati a Sua immagine e somiglianza e sa che la nostra eterna felicità consiste nell’essere ciò per cui Lui ci ha pensati: se Dio è Amore, anche noi siamo chiamati a diventare tempio vivo di quest’Amore, motivo per cui troviamo la nostra pienezza nell’essere amati e nell’amare. Tale pienezza nell’Amore è la vita eterna che ci attende in Cielo e ad essa possiamo giungere quando abbiamo un cuore puro. Disse infatti Gesù: “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio” (Mt5,8). Ecco che Dio ci permette di purificare il nostro cuore anche dopo la morte, qualora sia necessario, e così poter poi godere eternamente della Sua visione in Cielo. Ma come avviene questa purificazione in Purgatorio?
Santa Faustina Kowalska racconta nel suo Diario di essere stata trasportata in Purgatorio, dove ha potuto far esperienza di ciò che lì avviene. Ella scrive: “In un momento mi trovai in un luogo nebbioso, invaso dal fuoco e, in esso, una folla enorme di anime sofferenti. Queste anime pregano con grande fervore, ma senza efficacia per se stesse: soltanto noi le possiamo aiutare. Le fiamme che bruciavano loro, non mi toccavano. E chiesi a quelle anime quale fosse il loro maggior tormento. Ed unanimemente mi risposero che il loro maggior tormento è l’ardente desiderio di Dio.” Nel desiderare ardentemente Dio e nell’impossibilità di possederlo, le anime purganti vengono purificate.
Le anime del Purgatorio vivono una fame insaziabile di Dio, una nostalgia incolmabile che le purifica nell’Amore. È una purificazione dolorosa, come testimonia una risposta data da Padre Pio al confratello Fra Modestino, il quale gli aveva chiesto che cosa pensasse delle fiamme del Purgatorio. Padre Pio infatti gli rispose: “Se il Signore dovesse permettere all’anima di passare da quel fuoco a quello più bruciante di questa terra, sarebbe come passare dall’acqua bollente all’acqua fresca”. Tuttavia noi possiamo alleviare tale pena, attraverso le nostre preghiere. Secondo la tradizione della Chiesa, novembre è il mese dedicato proprio alla preghiera per le anime purganti, per mitigarne le sofferenze e intercedere a loro favore. Non sono rare le volte in cui sono state le anime stesse del Purgatorio a venire alla ricerca di preghiere da parte di coloro che ancora vivono su questa terra. Padre Pio, nella cui preghiera le anime del purgatorio occupavano un posto privilegiato, affermava che “su questa montagna (cioè a San Giovanni Rotondo) salgono più anime purganti che uomini e donne ancora viventi ad assistere alle mie Messe e a cercare le mie preghiere”.
Le anime purganti non ottengono alcun beneficio da una preghiera fatta da se stessi, perciò hanno bisogno della nostra intercessione. La preghiera più potente che possiamo offrire per loro è la Santa Messa. Infatti nella Celebrazione Eucaristica viene offerto a loro favore il Sacrificio perfetto, che è quello che Gesù ha fatto di Se Stesso per la salvezza dell’umanità. Le Messe di suffragio a favore dei defunti hanno origine piuttosto antica. Già dal III secolo d. C. i cristiani, durante la celebrazione eucaristica, pregavano per le anime purganti. Dal VI secolo d. C., con San Gregorio Magno, è entrata in uso la pratica delle Messe Gregoriane. Ciò consiste nell’offerta di trenta Messe consecutive a favore di un defunto, per affidarlo alla Misericordia di Dio, chiedendo per lui la purificazione e la liberazione dalle pene del Purgatorio.
Proprio perché le anime purganti non posso intercedere per se stesse presso Dio, le nostre preghiere a loro favore hanno un valore immenso. Dal canto loro, queste anime non cesseranno di mostrare la loro gratitudine nei nostri confronti, pregando e intercedendo per noi. Sempre Padre Pio affermava: “Bisogna pregare per le anime del Purgatorio. Non è credibile quanto esse possono fare per il nostro bene spirituale, per via della gratitudine che dimostrano a coloro che le ricordano in terra e pregano per loro”. In fondo basta così poco per fare del bene, perché Gesù guarda al nostro cuore, a Lui interessa il nostro piccolo amore. Come disse Santa Teresina di Lisieux: “Gesù non guarda tanto alla grandezza delle azioni e neppure alla loro difficoltà, quanto all'amore che le fa compiere”.
In questo mese di novembre, volgiamo dunque il nostro cuore verso i bisogni della Chiesa purgante, raccomandando ogni anima all’intercessione di Maria, la quale non dimentica mai nessun Suo figlio. A Colei che invochiamo come “Porta del Cielo”, affidiamo con grande fiducia tutti i nostri cari defunti, poiché, come disse San Giovanni Bosco, "Chi confida in Maria non sarà mai deluso".
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