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LA QUARESIMA E IL DIGIUNO:

LA QUARESIMA E IL DIGIUNO: "Non di solo pane vive l'uomo"

di Roberto Utzeri

La Quaresima è il periodo liturgico di 40 giorni durante il quale noi fedeli ci avviciniamo alla Santa Pasqua per celebrare la Resurrezione di Gesù Cristo, la festività più solenne dell’anno liturgico. Il cammino quaresimale è un tempo spiritualmente forte per ogni cristiano, caratterizzato dall'invito alla conversione a Dio. In questo periodo, dovremmo prepararci e preparare la nostra anima con preghiere e atti di penitenza, come il digiuno, con cui generalmente s’intende l’astensione totale o almeno parziale dagli alimenti.

In passato i precetti che regolavano la vita dei cristiani in tempo di Quaresima erano rigidi. La mortificazione nel mangiare era molto severa: in Settimana Santa era usanza di cibarsi solo di pane ed erbe salate, con l’aggiunta della pratica di consumare quotidianamente un solo pasto e solo a fine giornata, in ogni caso la sera. Oggi l’astinenza dal cibo prescritta per noi cristiani è molto più flessibile: la regola del digiuno obbligherebbe a fare un solo pasto durante la giornata, ma non proibisce di mangiare moderatamente al mattino e alla sera, conformandosi, per la quantità e la qualità, agli usi locali approvati.

Riflettendoci bene, però, tutto questo non è ancora la realtà del digiuno: è solo il segno esterno di una realtà che deve essere soprattutto interiore. Infatti, anche coloro che non sono tenuti all'osservanza della “rinuncia del cibo”, i bambini e i ragazzi fino ai 18 anni, andrebbero informati e formati al sano senso della penitenza cristiana: digiunare non deve significare esclusivamente .

Allora, il vero spirito del digiuno quaresimale dovrebbe essere, per tutti, quello di sacrificare qualcosa a cui si tiene, per dimostrare che non si ha timore di affrontare privazioni in nome e per amore di Dio.

Afferma San Giovanni Crisostomo che "non digiuniamo per la Pasqua, né per la croce, ma per i nostri peccati". Sarebbe, quindi, bello se ciascuno di noi, spinto da un reale desiderio di riparazione per le colpe commesse, riuscisse a rinunciare, in questo periodo, a qualcosa cui tiene molto, non solo o esclusivamente un cibo particolare di cui siamo golosi, ma anche un passatempo preferito, la visione di una serie televisiva appassionante o l’uso dei famigerati Social. Occorre provare, cioè, a dare una dimensione diversa a ciò che sembra imprescindibile nella nostra vita, sull'esempio di Gesù, che dice: "Mio cibo è fare la volontà del Padre" (Gv 4,34).

Il digiuno, allora, deve rappresentare la ricerca intima di un incontro con Dio, salvifico, silenzioso ed orante, ripercorrendo così con Lui i 40 giorni che trascorse nel deserto, con spirito di conversione. Ci ricorda e ci ammonisce Gesù, rispondendo al Tentatore, che non di solo pane vive l'uomo ma di ogni parola che viene da Dio!

Il digiuno, come ogni altra forma di astinenza nel periodo quaresimale, ci serva per rafforzare la volontà di vincere Satana e di avere fede in Dio e nel suo aiuto: fede nella potenza della preghiera e nella bontà del Signore, così che il Maligno non possa nuocerci.

 

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