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L’incontro tra GESÙ e la VERONICA e cenni storici sul VELO

L’incontro tra GESÙ e la VERONICA e cenni storici sul VELO

di Marina Zaccagnini

Ognuno di noi, in questo forte periodo quaresimale, è portato, in vari modi, a considerare e meditare gli aspetti, gli avvenimenti, le parole della Sacra Scrittura che riguardano la Passione, Morte e Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo. Nei venerdì di Quaresima, partecipando alla Via Crucis, ogni stazione è un rivivere spiritualmente ogni momento del Sacrificio di Gesù. Ci compaiono innanzi alcuni personaggi non conosciuti, ma che si stagliano per sempre nei nostri cuori e di cui possiamo e dobbiamo imitare l’esempio.

Soffermiamoci a considerare più da vicino l’incontro di Gesù con la Veronica, che avviene quasi a metà della Via dolorosa dal Pretorio al Calvario, dopo l’incontro con la sua Santissima Madre e dopo l’intervento forzato di Simone il Cireneo per diminuire momentaneamente il peso sul corpo martoriato di Gesù.

Quando Gesù le passa vicino, Veronica compie un gesto coraggioso e compassionevole: senza temere i soldati, ma volendo portare sollievo a Gesù a tutti i costi, per detergere sudore e sangue, asciuga il Volto Santo con un suo lino. Il suo gesto è spontaneo, gratuito, dettato dalla forza di un amore senza calcolo che mette a rischio sé stessa pur di avvicinare il Maestro. Non avrà neanche pensato al pericolo, pur di raggiungerLo e lenirLo con il suo velo. Certo non immaginava che la riconoscenza di Gesù si sarebbe espressa così, con tale premio: il Suo Santo Volto che resta impresso nel panno e nel suo cuore.

Lei rappresenta un’immagine vivente della Chiesa, Sposa del suo Signore Gesù, Agnello che si è immolato per noi, primizia di tutti i sofferenti e perseguitati del mondo di ieri e di oggi, in cui Egli Stesso soffre ed è bisognoso ancora di una Veronica che accorra, senza paura e per amore, a lenire tutte le piaghe dolorose dell’umanità.

Mi piace pensare che sia questo il messaggio che ci raggiunge nel meditare questo speciale incontro.

Commuove ciò che fa Veronica, che accorre e soccorre, ma ancor di più commuove il sigillo che appone Gesù sul velo che deterge il Suo Volto insanguinato, imprimendovi per sempre la Sua Immagine.

Penso ancora che, poco prima di lei, Gesù ha visto Sua Madre e immagino la tenerezza e il dolore supremo dello sguardo fugacemente scambiato. Quando Veronica, audacemente riesce a superare la cortina delle guardie e a compiere il gesto per cui sarà sempre ricordata, Gesù, già sofferente al massimo, La premia senza parole ma divinamente, sicuramente con uno sguardo d’immensa misericordia.

Poco più avanti, sulla Via Dolorosa, mentre il Calvario è già in vista, altre donne sono presentate per la nostra riflessione. Donne di Gerusalemme, di cui non conosciamo il nome, ma che ci rappresentano.

Piangono perché quello che vedono è doloroso, ma il Maestro si lascia maltrattare e umiliare solo per noi, per la salvezza di donne e uomini di tutti i tempi.

Per concludere, tornando alla Veronica, la sua lezione di coraggio mi porta a pensare a tutte le Veroniche di ieri e di oggi, cioè a tutti quei cristiani di tutto il mondo che rischiano di persona per dare sollievo a Cristo che soffre nei perseguitati e nei tribolati di sempre.

È sempre Gesù che ci comunica, attraverso questo bel gesto della Veronica e dalla Sua Immagine impressa  sul lino, che il Suo Volto è nei nostri fratelli e sorelle bisognosi e che anche a noi è chiesto di essere “Veronica”, testimoni coraggiosi e operativi.

 

Cenni storici sul “Velo della Veronica” in Vaticano e sul “Volto Santo di Manoppello”

Parliamo di un’importante reliquia, oggetto di grande venerazione, che ha attraversato i secoli, cambiato possessori e che è stata oggetto di continui studi fino ai nostri giorni. L’immagine impressa sul velo di lino o bisso di lino (discordi i pareri), non risulta prodotta da mani d’uomo ed è perciò acheropita (si è auto impressa sul tessuto).

La presenza di questa reliquia è attestata in San Pietro dalla fine del decimo secolo/ inizio undicesimo.

Attualmente, in occasione della quinta Domenica di Quaresima, l’immagine del Volto Santo o Velo della Veronica, viene mostrata nella Basilica di S. Pietro. L’ esposizione ha luogo dopo i Vespri. C’è una breve processione nella Basilica, accompagnata da litanie. Una campana suona e tre canonici portano la pesante cornice fuori dalla balconata sopra la statua di Santa Veronica che tiene il velo. Difficile, a occhio nudo, da lontano, vedere nitidamente i tratti del Santo Volto. Certamente, la stessa immagine sul telo sarà stata del tutto riconoscibile dai fedeli dell’epoca, ma ora si presenta come scolorita, a macchie di color marrone ruggine.

Già Dante Alighieri (Paradiso XXXI, 103-108) fa parlare San Bernardo de “la Veronica” e il santo incita il sommo poeta ad andare, pellegrino, a visitarla. Dante ne parla anche in Vita Nuova, XL,I: “per vedere quella imagine benedetta la quale Iesu Cristo lasciò a noi, per essemplo della sua bellissima figura”.

Si ipotizza che “la Veronica” fosse presente anche nella vecchia Chiesa di S. Pietro durante il papato di Giovanni VII (705-708) dato che la cappella della Veronica fu costruita durante il suo regno.

Papa Innocenzo III (1297) garantì indulgenze a chiunque pregasse davanti alla reliquia.

L’ostensione divenne annuale fino al 1300, anno giubilare con Papa Bonifacio VIII. Nei successivi 200 anni la reliquia fu considerata la più preziosa di tutte le reliquie cristiane. Dal Sacco di Roma (1527) in poi, si perdono le tracce, per la distruzione che colpì la città. Alcuni artisti cominciarono a produrre copie ma il Papa Urbano VIII le proibì. “La Veronica” rimase salva fino ad oggi.

Per quanto riguarda il Velo di Manoppello (dalla località in Abruzzo dove è conservato), esso compare presente dal 1506 come dono di uno sconosciuto al dottor Giacomo Antonio Leonelli, poi venduto ad altri acquirenti fino ad arrivare a Frate Remigio da Rapino, cappuccino, che lavorò la cornice che tuttora racchiude il velo e che misura 17x24 cm. Il volto è visibile identicamente da ambo le parti. Anche questa reliquia non è dipinta da mano d’uomo. Questo volto mostra i segni di sofferenza del Cristo passionato con guancia tumefatta e bocca gonfia, aperta, che lascia intravedere i denti.

Nel 2006 è stato visitato da papa Benedetto XVI.

La festa del Volto Santo, istituita nel 1703, ha luogo la terza domenica di maggio: il Velo lascia il Santuario per un tragitto che dura fino al lunedì successivo. Una pioggia di petali sommerge il reliquiario. La processione si ripete (dal 1690), con un percorso più breve, la sera del 6 agosto, Festa della Trasfigurazione del Signore.

L’immagine del Volto Santo di Manoppello è sovrapponibile al Sacro Volto della Sindone.

 

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