Pillole di SpiritualiTà
Ogni vocazione sacerdotale è un grande mistero, è un dono che supera infinitamente l'uomo. (San Giovanni Paolo II)
Sulle orme del nostro Redentore
di Marzia Amato
Con la Domenica delle Palme, iniziamo la Settimana Santa, la settimana più importante di tutto l'anno liturgico, il cuore della nostra fede. In questi giorni, la Chiesa ci invita ad accompagnare Gesù Cristo dal suo ingresso glorioso in Gerusalemme fino alla sua passione, morte e risurrezione. È il momento in cui Dio rivela l'amore più profondo: consegnare suo Figlio per salvarci.
Domenica delle Palme: L’Amore che entra mite
Il Signore entra nella Gerusalemme del 2026: una terra attraversata da conflitti, sfollati, bombardamenti, ostaggi, carestie. Il mondo vive quella che Papa Francesco chiama “una terza guerra mondiale a pezzi”
Matteo 21,1-11: Gesù entra non per essere acclamato, ma per amarci fino alla fine.
Papa Francesco nella Dilexit Nos specifica: è Lui che entra, perché ci ha amati per primo.
Accogliamo Cristo che entra nella nostra vita con la delicatezza di chi ama “con la profondità e l’altezza” (In quanti modi ti amo? Elizabeth Barrett Browning, EBB)
Lasciamo che inizi Lui il cammino. Accogliamo Cristo che entra anche nelle città distrutte, nei campi profughi, nei cieli attraversati dai droni. Lasciamo che il nostro cuore diventi un luogo di pace dove Lui possa posare i piedi.
A Fatima, Maria ci invita alla conversione del cuore mentre Don Tonino Bello ci ricorda: “La gioia è un mantello da stendere davanti al Signore.”
Lunedì Santo – Il profumo che non calcola
Nel 2026, mentre i conflitti devastano Gaza, Sudan, Ucraina e molte altre regioni, piccoli gesti di bontà continuano a fiorire: volontari, medici, famiglie che condividono il poco che hanno.
Matteo 26,6-13: La donna versa il profumo: amoreeccedente.
Amiamo senza calcoli, come chi dice: “Ti amo con ogni respiro della mia vita”.(EBB)
Offriamo oggi un gesto che non serve, ma che ama.
Ricordiamo a Fatima i piccoli atti nascosti che riparano.
Siamo anche noi un profumo nella storia: un gesto gratuito, un atto di pace, una parola che cura.
Martedì Santo – La verità che illumina
Le guerre del 2026 sono alimentate da propaganda, manipolazione, interessi geopolitici, competizioni tra potenze e tecnologie militari sempre più letali .
Matteo 26,14-25: La verità del cuore emerge.
Cristo ci ama nella verità, non nelle illusioni. (Dilexit Nos) Lasciamo che Cristo illumini le nostre zone d’ombra. L’amore vero non teme la verità: la trasfigura. Lasciamo che la verità del Vangelo ci rendi liberi da paura, odio, polarizzazione. La pace nasce da cuori che non accettano la menzogna.
Mercoledì Santo – Il silenzio che consacra
Mentre nel mondo si moltiplicano i fronti di crisi — Medio Oriente, Africa, Asia, Europa orientale — la Chiesa celebra la Messa Crismale: gli oli della guarigione, della forza, della missione.
Matteo 26,14-16: Il tradimento nasce nel silenzio.
Il silenzio di oggi è grembo di consacrazione. Ama Cristo anche quando non senti nulla: è lì che l’amore diventa puro, “oltre il tempo e oltre la vita” (EBB). Nel silenzio del Mercoledì Santo, portiamo davanti a Dio i popoli feriti, i bambini sotto le macerie, i soldati, gli sfollati.
Chiediamo un cuore consacrato alla pace.
Giovedì Santo – L’Amore che si fa Pane
Nel 2026 milioni di persone soffrono fame, assedio, mancanza di cure.
La Messa in Cena Domini ci ricorda che Dio si fa Pane proprio quando l’umanità è più affamata.
Matteo 26,26-29: “Questo è il mio corpo.”
A Fatima: l’Eucaristia è ferita dall’indifferenza. Don Tonino: “L’Eucaristia è Dio che si inginocchia davanti a noi.” Lasciamoci amare da un Dio che si dona senza trattenere nulla.
Amiamo “con la forza delle nostre passioni e della nostra vita intera” (EBB). Diventiamo anche noi pane spezzato per qualcuno. Lasciamoci lavare i piedi da un Dio che serve.
E poi andiamo a servire: la pace nasce da mani che si chinano.
Venerdì Santo – L’Amore che si consegna
Nel 2026, mentre in molte regioni si contano migliaia di morti, bombardamenti e violenze, la Chiesa contempla la Croce.
Matteo 27: La croce è il vertice dell’amore.
“La croce è un amore da portare, non un peso da trascinare.” Don Tonino; L’amore “ti frantuma per poter riplasmarti”. (Gibran) Contempliamo un Dio che non si difende, ma si dona. Rispondiamo con un semplice: Eccomi. Adoriamo la Croce pensando ai crocifissi della storia: i civili di Gaza, i profughi del Sudan, gli anziani sotto le bombe in Ucraina, i bambini del Myanmar.
Sabato Santo – L’attesa che custodisce. La luce che vince il buio, l’acqua che rigenera, la vita che rinasce.Il mondo del 2026 vive notti lunghe: instabilità globale, conflitti ibridi, milioni di sfollati, regioni che forse non si riprenderanno mai completamente. Silenzio del sepolcro.
“La speranza è avere già il cuore nella Pasqua mentre i piedi sono ancora nel Venerdì Santo.”(Don Tonino). Ama Dio anche nel buio, come chi dice: “Ti amo anche quando non ti vedo”. (EBB) La risurrezione è già in cammino. Il Sabato Santo è il giorno dei popoli che aspettano la pace.
Rimaniamo accanto a loro con la nostra preghiera e la nostra speranza.
Pasqua – L’Amore che vince
La Pasqua del 2026 non è ingenua: non ignora le guerre, ma annuncia che la violenza non ha l’ultima parola.
Matteo 28: “Non abbiate paura… è risorto.”
A Fatima: trionfo del Cuore Immacolato. “La gioia è la Pasqua che entra nelle vene.” Don Tonino. Lasciamoci raggiungere da un amore che supera ogni misura. Cristo è risorto: ora può risorgere anche in noi. Lasciamo che la Risurrezione ci renda costruttori di pace: nelle parole, nelle scelte, nelle relazioni, nella società. Il mondo ha bisogno di cristiani che risorgono ogni giorno. Cristo ci ama con una vita che non muore più. (Dilexit Nos)
Che questa Settimana Santa non passi invano. Che ogni gesto, ogni preghiera, ogni silenzio ci avvicini al cuore di Cristo, lui che era mite ed umile.
"T'amo con il respiro, i sorrisi, le lacrime di tutta la mia vita! — e, se Dio vorrà, meglio t'amerò dopo la morte. (EBB)
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